Un'analisi approfondita realizzata dalla Swedish Psychological Defence Agency getta luce sulla complessa macchina politica e amministrativa cresciuta negli ultimi dieci anni attorno all'Amministrazione presidenziale del Cremlino. Al centro di questo ecosistema si trova Sergej Kirienko, primo vicecapo dell'amministrazione e figura chiave nella saldatura tra la gestione del consenso interno e le operazioni di proiezione dell'influenza russa all'estero. Il rapporto, intitolato “The Architecture of Repression”, mappa oltre cinquanta entità sotto il controllo diretto o indiretto di Kirienko e più di venti programmi a lungo termine, con stime di budget che raggiungono fino a 1,7 miliardi di euro all'anno. La strategia poggia su tre pilastri fondamentali: educazione patriottica, sorveglianza digitale e interferenza ibrida internazionale. Secondo gli autori, le tecniche di manipolazione, il controllo dell'informazione e la gestione del dissenso vengono prima sperimentate sul terreno domestico e poi adattate per le operazioni oltreconfine. Il modello descritto punta a un controllo a lungo raggio, definito “dalla culla alla tomba”, che coinvolge scuole, università, organizzazioni giovanili e infrastrutture digitali per plasmare le future classi dirigenti e condizionare gli spazi di partecipazione politica in Europa e nel mondo. Fuente: Formiche.net #Geopolitica #Russia #Disinformazione #Cremlino #SicurezzaEuropea
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