Dice J.D. Vance che la sconfitta alle elezioni di midterm è colpa della guerra in Iran . Come lui ma prima di lui avevano usato argomenti simili Nick Fuentes, Tucker Carlson e quella ottima compagnia di giro della manosphere che aveva accompagnato Donald Trump in trionfo nel 2024. Per la verità pure Trump ha detto, ora, che la colpa è della guerra in Iran, ma ha precisato che lo rifarebbe. Joe Rogan, il re dei podcaster, ex trumpista, teme che il Commander-in-Tweet voglia scatenare unâaltra offensiva militare, unâoperazione politica speciale. In effetti, lo spettro del 6 gennaio 2021 aleggia nellâaere: Trump pur di mascherare una sconfitta si inventerebbe qualsiasi cosa. E in effetti il mezzo colpo di Stato sâè già visto, câè già stato, serve materiale nuovo per i nuovi episodi di Trumplandia. Ma anche la guerra in Iran è roba vecchia, faceva parte della prima stagione. Sicché? Segue prontuario per provare a uscirne bene: 1) Trump si iscrive ai Democratici e dice che Zohran Mamdani è un bravo ragazzo, elogia James Talarico e chiede un selfie con Abdul El-Sayed (taggando Bibi Netanyahu su Instagram); 2) Si ritira dalla scena pubblica e lancia un suo podcast di interviste pubbliche in cui principalmente intervista sé stesso; 3) Si dimette e viene in Italia e si mette a fare il consulente politico per Gip Vannacci , che nel frattempo è in corsa per Palazzo Chigi; ne nasce una epica bromance fra Trump, Vannacci e la vestaglia leopardata di Vannacci .
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