Strangolato dai debiti (oltre 110mila euro), il tribunale decide di tagliarli. «Finalmente posso ripartire»

Fuente: Il Messaggero · economia · Italia, Italia

Strangolato dai debiti (oltre 110mila euro), il tribunale decide di tagliarli. «Finalmente posso ripartire»

BELLUNO - Ex imprenditore bellunese sommerso dai debiti , ma dovrà pagarli solo in parte. Una storia come tante di questi tempi: la crisi dell'attività imprenditoriale, le imposte e i contributi rinviati, poi le cartelle che crescono per sanzioni e interessi. Siamo di fronte a un giovane 30enne, che armato di buona volontà, dopo aver imparato il mestiere in una azienda   edile  come dipendente, tenta di fare il "grande passo" fondando una società, ma a distanza di 20 anni si trova di fronte a debiti per oltre 110mila euro. Protagonista della vicenda è Christian, che ha 52 anni ed è originario della provincia di Belluno: oggi ha un lavoro dipendente stabile, ma lo stipendio non è bastato a chiudere i conti con il passato, anzi ha visto i suoi debiti continuare a crescere. A ottobre scorso il Tribunale di Belluno ha aperto la liquidazione controllata, ovvero un percorso per affrontare un'esposizione di oltre 113mila euro senza privarlo di ciò che serve per vivere. Il caso è stato seguito da Legge3.it. Con il provvedimento del mese scorso il Tribunale ha applicato a Christian la legge sul sovraindebitamento : la Legge 3 del 2012, oggi confluita nel Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza. La decisione protegge la quota di reddito necessaria al mantenimento personale e familiare; alla procedura sarà destinato soltanto quanto eccede questa soglia. Al termine del percorso la riduzione complessiva dei debiti è stimata in circa l'84%, e Christian potrà ottenere l'esdebitazione, liberandosi definitivamente dei debiti residui. Christian, liberato buona parte del fardello che si trascinava da vent'anni, attualmente vive in un appartamento di proprietà della famiglia materna, dove si è trasferito nel 2021. Una storia dalle svariate sfaccettature, lavorative e familiari: le prime difficoltà risalgono alla nascita del figlio, nel 2003, con i gravi problemi di salute della madre del bambino che rendono necessario un periodo di permanenza di entrambi in una struttura di recupero. Christian sostiene le spese per il mantenimento, le cure e gli spostamenti quotidiani, e deve sistemare un appartamento dove poter accogliere il figlio. Per far fronte a quelle uscite chiede un primo prestito. Christian, anche per migliorare il tenore di vita della famiglia, nel 2006 avvia un’ azienda nel settore delle impermeabilizzazioni, inizialmente come società individuale, mettendo a frutto l'esperienza maturata da dipendente. Le cose nei primi tempi vanno bene, il lavoro non manca. Ma dopo un primo periodo positivo, i ricavi iniziano a diminuire, fino al crollo. Alle difficoltà di gestione si sommano le esigenze familiari, e cominciano ad accumularsi i ritardi nel pagamento di imposte e contributi. Christian decide quindi di metterci una pezza, proseguendo come imprenditore individuale, cercando nuove collaborazioni. Passati dieci anni in proprio però, schiacciato dal peso del debito, nel 2016 chiude l'attività e torna al lavoro dipendente : prima come manutentore, poi in fabbrica e, dal 2022, con un contratto a tempo indeterminato. La stabilità del lavoro non cancella però il peso del passato, e iniziano le privazioni dei beni. In sequenza arrivano il fermo dell'automobile , le ingiunzioni di pagamento, i pignoramenti dello stipendio e del conto corrente. Il fondo per l'ex imprenditore bellunese si tocca poco tempo fa, quando il conto bancario viene bloccato e diventa incerto persino il pagamento delle bollette. La famiglia taglia le spese e si trasferisce in un'abitazione concessa in comodato gratuito; anche il figlio, entrato da poco nel mondo del lavoro, contribuisce al bilancio di casa. Christian tenta di rimettere ordine con una cessione del quinto dello stipendio, per estinguere alcune posizioni. Ma nuove azioni di recupero

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