Medici di base stressati, la dottoressa si dimette e scrive ai pazienti: «Carichi di lavoro insostenibili, aggressioni e rimostranze»

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Medici di base stressati, la dottoressa si dimette e scrive ai pazienti: «Carichi di lavoro insostenibili, aggressioni e rimostranze»

VITTORIO VENETO   - Carichi   di pazienti troppo elevati per poterli seguire tutti con la dovuta attenzione , nonostante un lavoro quotidiano di 10-12 ore, sabato e domenica inclusi. E poi aggressioni, lamentele e rimostranze. Oltre alle difficoltà legate a una sede che risponda a tutti i requisiti previsti dalla norma di legge. Sono le motivazioni che hanno spinto la dottoressa Maria Scaravilli a dare le proprie dimissioni all’Usl 2 dall’incarico di medico di medicina generale . Aveva lo studio all’interno del monastero di clausura di San Giacomo di Veglia, spazio che però – era emerso – non aveva gli standard previsti dalla norma di legge, come ad esempio una finestra che desse all’esterno. In una mail ai pazienti ha spiegato i motivi della sua scelta: «Da alcuni mesi la situazione era diventata insostenibile, sappiate che ho cercato di resistere, ma il gravoso carico assistenziale aggiuntivo che mi sono trovata a sostenere all’improvviso unito a continue lamentele e rimostranze e aggressioni subite in ambulatorio da me e dai miei collaboratori mi hanno costretta alle dimissioni». «Un medico eccezionale – afferma un assistito - colma di passione e professionalità». La dottoressa ha motivato che anziché fornire ai suoi assistiti una assistenza parziale e superficiale, nel rispetto della salute dei suoi mutuati e della sua professione ha preferito lasciare. Il medico ha dato le proprie dimissioni con effetto dall’1 novembre . Al numero di telefono dell’ambulatorio, un messaggio registrato avvisa che l’assistenza medica per i mutuati della Scaravilli è garantita dalla Casa di comunità in piazza Foro Boario , che si può contattare tramite il numero unico 116.117 . “Appena sarà possibile – aggiunge la voce registrata – sarete invitati a scegliere un nuovo medico”. Medici   disponibili oggi a Vittorio Veneto non ce ne sono: tutti i 18 dottori hanno raggiunto il tetto massimo di assistiti che può sfiorare i 2mila. E, ora, sarebbero circa 2mila le persone nel distretto di Pieve di Soligo dell’Usl 2 indirizzate alla Casa di comunità : ai 600 che già facevano riferimento al servizio, si sono aggiunti i circa 1.400 pazienti della Scaravilli. Una situazione che preoccupa non solo i cittadini, ma anche gli stessi medici di medicina generale del territorio. A dare voce a questo disagio è il Comitato sanità pubblica Alta Marca che ha dato avvio a una petizione in difesa dei servizi medici di base sul sito www.attesacura.it. «Non c’è solo il problema della copertura della domanda, ma anche della qualità dell'offerta, con studi che rasentano un carico di 2.000 pazienti l'uno.» «Con questa petizione noi, cittadini e medici dell'Alta Marca Trevigiana, chiediamo alla Regione Veneto e all'Usl 2 di garantire a ogni persona il diritto costituzionale all’assistenza da parte di un medico di famiglia – affermano comitato e un gruppo di medici di medicina generale promotori della petizione online che a breve arriverà con dei banchetti anche sul territorio - Sempre più cittadini si trovano senza un medico oppure sono assistiti da medici con un numero eccessivo di pazienti, circostanza che rende difficile assicurare a ciascuno il tempo e l'attenzione necessari». I medici evidenziano l’essenzialità di una continuità di rapporto, soprattutto per persone fragili e malati cronici, che la Casa di comunità non garantisce . A Ulss 2 e Regione la petizione chiede di «adottare un piano concreto per rafforzare la medicina generale, attraverso la facilitazione nella ricerca di ambulatori adeguati e accessibili, più incentivi per il personale di supporto negli studi, sostituzioni e collaborazioni organizzate e un pi

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