Il mercato europeo dell’acciaio attraversa una fase di trasformazione profonda, guidata dal duplice obiettivo della decarbonizzazione e della tutela della competitività industriale. Durante il convegno organizzato da siderweb a Ecomondo in collaborazione con il Consorzio RICREA, sono stati analizzati gli effetti combinati di strumenti normativi chiave come l’Emission Trading System (ETS) e il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM). L’ETS impone un costo sulle emissioni prodotte internamente all’Unione Europea, prevedendo una graduale eliminazione delle quote gratuite fino al 2034, mentre il CBAM applica un prezzo alla COata associata all’importazione di acciaio dai Paesi extra Unione Europea. A queste misure si uniscono il nuovo sistema di contingenti tariffari, entrato in vigore con una drastica riduzione dei volumi d’importazione e un incremento dei dazi, e l’operatività del criterio di tracciabilità noto come 'melt & pour'. Secondo Stefano Ferrari, responsabile dell’Ufficio Studi di siderweb, il peso del carbonio condizionerà inevitabilmente le scelte strategiche e gli investimenti delle acciaierie. Tra il 2026 e il 2030, il settore sarà guidato da tre dinamiche principali: una maggiore protezione della produzione interna dai flussi esteri, l’urgenza di ingenti investimenti finanziari per la transizione tecnologica ed energetica, e una progressiva segmentazione tra acciaio tradizionale e acciaio a basse emissioni. Tuttavia, permangono forti criticità per la filiera a valle, in particolare per distributori e imprese utilizzatrici, che rischiano di subire svantaggi competitivi se i prodotti finiti importati non rispetteranno standard ambientali equivalenti. Il successo di questa transizione dipenderà in modo determinante dalla reale disponibilità di energia a prezzi accessibili e dalla volontà del mercato di riconoscere un sovrapprezzo per i prodotti siderurgici più sostenibili. Fonte: Affaritaliani.it #acciaio #Ecomondo #siderweb #ETS #CBAM
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