Il presidente dell'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, Giovanni Liverani, ha espresso profonda delusione e stupore in merito all'ennesima misura fiscale che colpisce il settore, stimata in quasi 1,4 miliardi di euro per il prossimo triennio. Tale importo si andrebbe a sommare ai 2,5 miliardi già previsti dal precedente accordo triennale legato alla manovra passata. In un'intervista rilasciata a MF-Milano Finanza, il rappresentante delle compagnie assicurative ha lamentato la totale assenza di dialogo istituzionale, sottolineando come ad oggi non vi sia stato alcun confronto con i rappresentanti del governo prima dell'adozione di decisioni definite profondamente sbagliate sia nel metodo che nel merito, al punto da ipotizzare la necessità di una vertenza legale per farsi ascoltare. Secondo l'analisi dell'Ania, le conseguenze economiche di queste scelte ricadranno direttamente sugli azionisti delle compagnie, oltre che sugli assicurati, intesi come risparmiatori e imprese italiane. Viene inoltre ricordato il peso strategico del comparto, che detiene oltre il 10% del debito pubblico italiano e gestisce più di mille miliardi di riserve potenzialmente impiegabili per la transizione energetica, digitale e per l'ammodernamento delle infrastrutture sanitarie. Il settore respinge l'idea di disporre di extraprofitti, evidenziando al contrario come l'aumento dei tassi d'interesse faccia emergere minusvalenze implicite e come gli eventi atmosferici estremi gravino pesantemente sui bilanci aziendali, generando un clima di incertezza che rischia di allontanare gli investitori. Il presidente dell'associazione ha ribadito che, se ci fosse stata una fase di consultazione preventiva, il comparto avrebbe potuto avanzare proposte alternative più solide e prevedibili, capaci di tutelare i conti senza penalizzare un'industria che nel corso dell'anno ha già versato oltre 14 miliardi di imposte. Sul fronte della manovra, è stata inoltre commentata la misura relativa all'incrocio delle banche dati per la responsabilità civile auto: pur definendola una svolta rivoluzionaria per individuare i veicoli non assicurati e ridurre il contributo al fondo vittime della strada, Liverani ha avvertito che il sistema non deve basarsi su un regime di monopolio, bensì sulla libera concorrenza tra tutti gli operatori per garantire costi inferiori e benefici reali per gli automobilisti onesti. Fonte: L'Huffington Post #Ania #Assicurazioni #Governo #Economia #Tasse
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