Negli ultimi giorni, un'ondata di avvisi dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha colpito decine di migliaia di cittadini in Italia, per visite e esami diagnostici prenotati al Cup e mai effettuati. Questa campagna è stata avviata sotto l'egida della Corte dei Conti, in risposta ai bilanci sanitari delle regioni, e si sta ampliando da Napoli e Campania ad altre aree come Piemonte e Lazio. La normativa attuale prevede che anche gli esenti dal ticket siano soggetti a requisiti di pagamento, e le richieste possono variare da 15 a 40 euro per ciascuna prestazione mancante. In questo contesto, è fondamentale che i cittadini non ignorino queste comunicazioni. Una verifica dettagliata dell'addebito attraverso il portale regionale o gli sportelli Cup potrebbe rivelare errori, specialmente quelli derivanti da disguidi informatici o cancellazioni dovute al Covid-19. In caso di contestazioni, si consiglia di raccogliere prove e presentare un'istanza di riesame per richiedere l'annullamento della somma dovuta. È importante anche conoscere i termini di prescrizione, poiché la nuova legge non può avere effetto retroattivo, e ci sono specifici obblighi di contestazione che potrebbero influire sull'addebito. La situazione rappresenta un importante passo per affrontare il problema delle liste d'attesa nel Servizio Sanitario Nazionale.
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