Trump vuole portavoce il campione di arti marziali e ordina indagini sui dem «spregevoli»

Fuente: L'Unione Sarda.it · sociedad · Italia, Italia

Trump vuole portavoce il campione di arti marziali e ordina indagini sui dem «spregevoli»

L'era di Stephen Miller alla Casa Bianca si apre all'insegna di un Donald Trump agguerrito. Il presidente ha infatti ordinato indagini nei confronti dei democratici che minacciano i repubblicani di impeachment e sanzioni. Poi, ancora più combattivo, ha annunciato di aver chiesto al numero uno dell'Ultimate Fighting Championship Dana White di essere il portavoce della Casa Bianca. «Gli ho chiesto di portare con sé dei collaboratori, alcuni dei quali non provengono dal nostro Paese. Abbiamo bisogno di queste persone per difenderci dalla sinistra folle. Dana, ti prego, accetta l'incarico», ha scritto il presidente sul suo social Truth. Amico di Trump dal 2000, quando l'allora magnate dell'immobiliare ospitò alcuni dei primi eventi dell'Ufc nelle sue proprietà, White è un fedelissimo del commander-in-chief ma rappresenta una scelta insolita per un incarico così delicato proprio mentre i rapporti di Trump con i media non sono dei migliori, fra cause e divieti di accesso alla Casa Bianca. Una battaglia quella contro le fake news che il presidente sembra pronto a rafforzare con Miller al suo fianco. Il nuovo capo dello staff è infatti favorevole al pugno duro del Dipartimento di Giustizia contro le «fake news» ed è convinto che i giornalisti che non rivelano le loro fonti nel governo dovrebbero finire in carcere. La richiesta di Trump a White, così come la nomina di Miller e le indagini contro i dem «spregevoli» che minacciano i repubblicani e che dovrebbero «finire in carcere», confermano l'intenzione del presidente di continuare a battersi nei prossimi due anni anche da anatra zoppa. Per continuare la sua azione il tycoon ha lasciato intendere che effettuerà altri ritocchi alla sua compagine di governo dopo la rimozione di Susie Wiles. «Mi piace la mia squadra di governo, ma forse farò qualche cambiamento», ha spiegato in un'intervista a '60 Minutes'. Chi potrebbe lasciare non è ancora chiaro. Nel toto-nomi c'è il segretario di Stato Marco Rubio, che sta valutando di uscire per concentrarsi sul 2028, ma potrebbero rischiare anche i segretari all'Energia e ai Trasporti, Chris Wright e Sean Duffy. Pur essendo fedelissimi, le loro sostituzioni invierebbero un segnale di cambiamento. Al sicuro invece c'è per ora il capo del Pentagono Pete Hegseth, criticato in modo bipartisan in Congresso e a rischio impeachment. Il commander-in-chief continua ad avere fiducia in lui, così come nel segretario al Tesoro Scott Bessent. Sembra al riparo anche il ministro della Sanità Robert F. Kennedy Jr, anche se le rivelazioni pubbliche del suo ex consigliere Calley Manus stanno creando più di un mal di testa. Manus, dopo aver lasciato il suo incarico, ha spiegato infatti di essersi dimesso per la corruzione interna di un «gruppo di persone». Le eventuali uscite dipendono dai rapporti di Stephen Miller con gli interessati e rischiano di esporre Trump a nuove critiche. La sua scelta di Miller ha già scatenato una pioggia di polemiche anche fra i repubblicani. «È orribile», «avrebbe dovuto essere licenziato, non promosso»: sono alcuni dei commenti che circolano fra i conservatori, convinti che Miller e le sue politiche sull'immigrazione siano in parte responsabili della sconfitta al voto. Polemiche che non scuotono il nuovo capo di gabinetto: a Mar-a-Lago, accanto al presidente, il nuovo capo dello staff gli ha assicurato la sua «fedeltà assoluta» e lo ha ringraziato per quanto fatto per il partito repubblicano, salvandolo dalla «pattumiera della storia» e rendendolo «più forte, più popolare e più resiliente». stai utilizzando un browser non supportato. Per visualizzare al meglio il sito de L’Unione Sarda.it ti consigliamo di scaricare l’ultima versione di uno dei browser supportati:

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