Un recente studio ha evidenziato una situazione preoccupante per i lavoratori autonomi, che si trovano ad affrontare un rischio di povertà significativamente più elevato rispetto ai lavoratori dipendenti. Secondo i dati, il 18,8% degli autonomi è a rischio, contro solo il 7,9% dei dipendenti. Un'analisi geograficamente dettagliata mostra che nel Mezzogiorno il dato è particolarmente critico, con il 31,6% degli autonomi in difficoltà. Questo report dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre mette in luce l'impatto della mancanza di tutele che caratterizza il lavoro autonomo, dove la flessibilità si paga con la scarsità di protezioni sociali. In momenti di crisi, come ci insegna l'esperienza recente, la mancanza di indennità di malattia, ferie retribuite e strumenti di sostegno come la Cassa integrazione guadagni, rende questi lavoratori particolarmente vulnerabili. Con la fine della tutela in caso di chiusura dell'attività o di malattia, il rischio di apparire precari e senza reddito aumenta drasticamente. Dal 2015, con l'istituzione del regime forfettario, si è cercato di sostenere i lavoratori più fragili, ma le difficoltà rimangono evidenti. Con quasi 4 milioni di titolari di partita Iva, è necessario riflettere su misure più efficaci per garantire sicurezza a una categoria così esposta. #povertà #lavoroautonomo #economia #Mezzogiorno #tutele | Fonte: L'Unione Sarda
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